La progettazione Biofilica migliora la qualità della vita?


Il termine Biophilie è stato utilizzato per la prima volta da Erich Fromm, nel 1964 in un contesto psicoanalitico, poi, solo nel 1984 Edward O. Wilson (con il suo libro Biophilia, the Human Bond with other Species) ha introdotto il termine biofilia nelle scienze biologiche, e l’ha definita come: “la tendenza innata degli esseri umani di connettersi alla natura e agli altri organismi viventi”.

Partendo dal concetto che tutti gli organismi derivano dalla stessa origine biologica e condividono gli stessi meccanismi, Wilson sostiene che l’evoluzione abbia favorito quei geni che permettono una maggiore sintonia con l’ambiente naturale. Pertanto il nostro cervello e tutto il nostro corpo si sono adeguati a percepire il mondo circostante con una chiave di lettura propria della nostra esperienza biologica e naturale. Per esempio, l’occhio umano ha una percezione molto diversa dei colori rispetto ad altri animali è più sensibile al colore verde e al rosso che, guarda caso, servono a distinguere le varietà di piante e di frutti che, ancora adesso, sono la nostra fonte principale di cibo.
Ci sono tantissimi esempi di biofilia positiva, negli esseri umani possiamo osservare una predilizione per paesaggi aperti con prati, posizioni collinari, appartamenti ai piani alti, terrazzi e viste panoramiche. Sono tutte situazioni che favorivano l’avvistamento di predatori. In aggiunta, gli specchi d’acqua, il lungomare e i laghi hanno un effetto tranquillizzante perché l’acqua è ancora adesso un elemento fondamentale alla nostra sopravvivenza.

Negli ultimi decenni lo sviluppo tecnologico ci ha molto allontanato dalla natura, ma ciò non ha affatto cambiato la nostra innata tendenza a riconnettersi con essa, visto che è radicata nei nostri geni. Dunque, possiamo osservare come i pazienti che hanno una finestra in una camera affacciata su alberi  guariscono più in fretta, come passeggiate nel bosco riducono l’ipertensione, come coltivare l’arte del giardinaggio allunghi la vita e come tenere piante in casa migliori significativamente il benessere. Vivere e lavorare in compagnia di piante migliora assolutamente l’umore e la salute degli occupanti sia per la qualità dell’aria, ma anche per la innata nostra innata “biofilia”.

Ecco un esempio pratico di come la  progettazione biofilica  può portare a un miglioramento concreto delle nostre prestazioni in un ambiente collettivo:  “In una scuola elementare progettata con i principi della biofilia, i bambini riducono di oltre il 30% il tempo di recupero dell’attenzione, questa riduzione del tempo di rigenerazione dalla fatica mentale crea meno stress che si traduce, sul piano didattico, in un maggiore “tempo utile” per le lezioni. Senza contare che un ambiente biofilico è sicuramente, più bello, più sano e più adatto allo sviluppo dei bambini.